Marina Bastianello: L'innovazione nella cultura oggi passa sicuramente attraverso una collaborazione inedita tra soggetti diversi, siano essi pubblici o privati, profit e non-profit.

Marina Bastianello: L’innovazione nella cultura oggi passa sicuramente attraverso una collaborazione inedita tra soggetti diversi, siano essi pubblici o privati, profit e non-profit.

Come ti chiami?
Marina Bastianello

Di cosa ti occupi?
Sociale, associazionismo e imprese culturali da sempre e adesso anche all’interno della Fondazione CARIPARO.

Cosa intendi per Impresa Culturale?
Avere un’idea creativa, magari innovativa e la capacità di realizzarla mettendo insieme la creatività con le competenze d’impresa. Costruire risposte a domande e bisogni creando economia e valore aggiunto. Teniamo presente che quando si parla di cultura non si parla mai solo di economia e impresa, ma si parla anche di coesione sociale, sviluppo sostenibile, innovazione. Oggi la sfida è trovare modi innovativi per far diventare la cultura motore di “sviluppo dolce” per il Paese.

Marina Bastianello, Vice Presidente Fondazione Cariparo

Marina Bastianello, Vice Presidente Fondazione Cariparo

Parlare oggi di Innovazione, Impresa e Cultura cosa vuol dire?
Vuol dire ad esempio “agire” sul nostro patrimonio culturale in modo innovativo. Uscire da una cultura della “museificazione” delle opere d’arte. Abbiamo un patrimonio straordinario di risorse fatto di beni materiali e immateriali, siti culturali, bellezze naturali che “sfruttiamo” male e in piccolissima parte nel promuovere il brand del nostro Paese nel mondo. Per esempio far crescere la cultura dei distretti culturali facendo dialogare soggetti diversi sulla consapevolezza che la cultura è un “modo” per crescere, anche economicamente, costruendo risposte innovative sul turismo e produzione artigianale. L’innovazione nella cultura oggi passa sicuramente attraverso una collaborazione inedita tra soggetti diversi, siano essi pubblici o privati, profit e non-profit. Finché saranno in campo da una parte gli esponenti della “Museificazione della Cultura” e dall’altra i sostenitori della “cultura come tempo libero” non si farà molta strada. Anche dal punto di vista del lavoro, si continuerà ad avere da una parte il “conferenziere” e dall’altra il volontario animato di buone intenzioni. Bisogna mettere in campo un’idea di cultura “motore di sviluppo dolce”, dove sia possibile dare dignità alla figura dell’operatore culturale, dove alla professionalità corrisponda il riconoscimento economico.

Ci fai un esempio concreto per capire meglio?
Per esempio il distretto culturale del Salento. Cosa sono riusciti a fare in Salento? Mettendo insieme il settore turistico, culturale ed agroambientale hanno creato una rete di partnership, eventi culturali ed enogastronomici che sono diventati l’attrattiva stessa della zona, oltre al bellissimo mare. Il successo è stato talmente grande che oggi riescono a portare masse di persone, soprattutto giovani, a visitare persino i più piccoli e sconosciuti paesini della provincia isolati e sconosciuti. Tutto questo ovviamente ha creato occupazione e sviluppo in una zona che fino a qualche anno fa faceva molta fatica a sostenersi economicamente.

Altro sull’innovazione nella cultura?
Bisogna applicarsi per tradurre in un linguaggio moderno il nostro patrimonio artistico e culturale, attraverso il Web, le app e altri sistemi, utilizzando del nuove tecnologie per creare inedite iterattività tra passato e futuro. Cara Marina, nel concreto come fai a fare questo? Nel concreto il mio impegno nelle associazioni, imprese culturali e Fondazioni Bancarie sta nel portare avanti progetti che vanno in questa direzione. L’obiettivo è far crescere una nuova cultura d’impresa “dolce”(uso questo termine per tradurre un approccio alle cose e persone rispettoso e sensibile alla cultura della responsabilità sociale d’impresa).

Parlaci di alcuni di questi progetti:
I molti progetti promossi con l’Osservatorio del Terzo Settore della Camera di Commercio di Padova.
-FUNDERS35 un progetto di accompagnamento alla nascita e crescita delle imprese culturali. http://www.fondazionecariplo.it/fUNDER35
-CULTURALMENTE che premia i progetti nell’ambito dell’inclusione sociale, ambiente, sviluppo sostenibile applicate all’ambito culturale. http://www.fondazionecariparo.net/blog/2013/05/02/aperte-le-iscrizioni-al-bando-culturalmente/
-Il bando della Camera di Commercio di Padova “Premio Innovazione e Creatività delle imprese femminili” http://www.opendaydonna.it/wp/4-000-euro-5-imprese-femminili-ecco-il-premio-del-bando-2013/

Parlavi di occupazione, come possiamo creare occupazione nel settore culturale?
Quando parliamo di occupazione nel settore culturale parliamo di figure lavorative spesso professionali, con specializzazioni maturate nel tempo (per studi, per passione, per competenze acquisite sul campo). In sostanza parliamo dell’ Operatore Culturale. Questa figura purtroppo viene vissuta spesso come una sorta di “volontario della cultura”, al quale non viene riconosciuto “status” e dignità professionale. E’ proprio per dare dignità a questa figura che stiamo lavorando con l’associazione delle Fondazioni nazionale, l’Acri, alla redazione di uno “Statuto dell’Operatore Culturale”. Le potenzialità lavorative in questo settore sono in crescita, questo ci dicono le statistiche, e molto spesso sono proprio le donne che spingono in questa direzione e che credono di più nella possibilità di creare prosperità e benessere nel settore culturale. Bisogna mettere queste figure professionali nella dimensione di poter emergere e, soprattutto, riconosciuti i servizi che offrono.

Quali sono i valori che ti guidano?
Rispetto delle diversità e capacità di cogliere il merito dove si trova, che vuol dire pari opportunità. Competenze e merito sono le cose di cui questo Paese ha più bisogno, se tutti facessimo nostri questi valori, probabilmente avremo le risorse per superare questo momento difficile . Venezia e Nordest Capitale della Cultura 2019, cosa ne pensi? Venezia si è candidata come Capitale della Cultura, si è presentata con la Regione Veneto, quella del Friuli Venezia Giulia, le Province Autonome di Trento e Bolzano. Il progetto è definito come “Venezia e Nordest”. E’ un’opportunità straordinaria per i nostri territori per far crescere la cultura dell’innovazione di cui parlavo e per tradurre un’immagine culturale del Veneto che renda merito alla sua ricchezza….culturale.

Quale contributo può dare la Regione Veneto per ridefinire un importante ruolo alla cultura?
Non sta a me dirlo, ma umilmente posso pensare di richiamare l’attenzione su alcune soluzioni già trovate, per esempio in Lombardia: “Fondazione Cariplo e Regione Lombardia condividono questa visione e hanno sottoscritto nel dicembre 2012 un accordo di collaborazione per avviare iniziative di sostegno alle imprese culturali e creative e offrire un contributo concreto per favorire l’innovazione e la crescita culturale ed economica del territorio.” (citazione da: http://www.fondazionecariplo.it/it/bandi/arte-cultura/cultura-e-creativita.html )

Ne parleremo presto a Padova. Abbiamo in programma un appuntamento promosso dalla Camera di Commercio su questi temi il pomeriggio del 25 novembre alla Sala Rossini del Caffè Pedrocchi (segnatevi questa data) con gli esponenti delle Istituzioni e qualche significativa testimonianza di buone prassi.

Vi aspettiamo. Marina Bastianello

Vice Presidente Fondazione Cariparo

Articoli consigliati:

Lascia un commento:

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>